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Teoria e metodologia dell'allenamento

“L’allenamento rappresenta l’insieme delle attività fisiche che si concretizzano attraverso l’organizzazione dell’esercizio secondo i criteri della quantità, dell’ intensità, della forma e dei gradi di difficoltà, tali da favorire l’assimilazione di abilità motorie sempre più complesse ed efficaci [Lorenzo Boscariol]”

 

Quando parliamo di allenamento sportivo, è necessario conoscere bene il modello dello sport scelto. A tale proposito bisogna considerare molteplici modelli che a loro volta si regolano e siintegrano nella stessa struttura prestativa:
1. Modello agonistico e regolamentare
2. Modello tecnico
3. Modello tattico
4. Modello fisiologico
5. Modello cinematico
6. Modello psicologico

 

L’allenatore dovrà essere in grado di:
- stilare programmi di allenamento;
- scegliere mezzi e metodi delle esercitazioni;
- analizzare gli effetti e l’efficacia delle proprie scelte;
- tenere aggiornati i propri diari di lavoro;
- confrontarsi con gli altri ed essere disponibile a modificare le proprie scelte in relazione alle diverse situazioni che si presentano di volta in volta.

 

L’allenamento determina profondi cambiamenti nell'organismo; tali modificazioni portano ad essere più recettivi ad una somministrazione periodica di stimoli allenanti, rendendo, lo stesso organismo, più adattabile a carichi sempre maggiori, così da produrre una prestazione atletica sempre più elevata.

 

Cambiamenti nell'organismo determinati dall' allenamento:
ANATOMICI,
ULTRASTRUTTURALI
BIOCHIMICI
ESCLUSIVAMENTE FUNZIONALI
[Fonte: E. Arcelli; Che cos’è l’allenamento; Sperling & Kupfer 1990]

 

Allenabilità
Quando parliamo di allenabilità, facciamo sempre riferimento ad un parametro dinamico influenzato da numerosi fattori (endogeni ed esogeni) e che rispecchia il grado di adattamento ai carichi di allenamento. L’allenabilità comprende la velocità di apprendimento di nuovi movimenti e la capacità di adattamento ai vari carichi di allenamento.

 

Principi dell'allenamento:
- Efficacia dello stimolo
- Individualizzazione del carico
- Carico continuo
- Carico crescente
- Alternanza del carico
- Variazione dei carichi di allenamento (ampliare la gamma degli esercizi, utilizzare diverse velocità di esecuzione, variare l’entità e i tipi di sovraccarico, variare la densità degli stimoli e variare i metodi di carico.

La Variazione dei carichi di allenamento è importante soprattutto quando: 1) la capacità prestativa ristagna; 2) si deve mantenere a lungo un determinato stato di forma 3) si deve raggiungere la forma in momenti diversi della stagione.

- Variazione degli stimoli
- Corretta successione degli stimoli
- Corretta relazione fra carico e recupero
- Corretta relazione fra carichi generali e specifici
- Carico finalizzato
- Periodizzazione del carico

 

CORRETTA SUCCESSIONE DEL CARICO DI ALLENAMENTO
Per quel che concerne la corretta successione del carico, è necessario, innanzitutto, eseguire stimoli a forte impegno neuromuscolare e coordinativo:
- Rapidità
- Coordinazione e Tecnica
- Forza esplosiva, massimale e veloce.
Dopodiché si possono curare gli stimoli a forte impegno metabolico, cioè la potenza lattacida (resistenza alla velocità), la resistenza lattacida (resistenza alla fatica intensiva), la potenza aerobica (carichi di durata alla soglia anaerobica) e la resistenza aerobica (carichi di durata, a medio-bassa intensità).

 

Definizione di supercompensazione
Il carico di allenamento (o sollecitazione) di un’ atleta tende a sfruttare la propria riserva funzionale in modo tale da aumentare il proprio livello di capacità attuale; tale capacità diminuisce dopo il carico e cresce dopo la supercompensazione. Nel tempo, l'allenamento efficace aumenta la capacità prestativa dell’atleta e riduce le varie riserve di adattamento.

 

La programmazione delle sedute di allenamento deve poter tener conto dei seguenti fattori:
1) struttura dei cicli del carico;
2) struttura delle unità di allenamento;
3) indicazione relative ai compiti principali delle singole unità di allenamento.
Per fare ciò è necessario precisare i contenuti e i mezzi di allenamento, cioè le forme degli esercizi e l’entità del carico, rispettando i principi fondamentali dell’allenamento, cioè la ciclicità, la specializzazione e la proporzionalità.

 

 

A CURA DI LORENZO BOSCARIOL

Bibliografia:
E. Arcelli; Che cos’è l’allenamento; Sperling & Kupfer 1990
L. Boscariol – Appunti di teoria e metodologia dell’allenamento – Docente di riferimento: Prof. G. Lenzi.

Fonte: http://www.formaefitness.it/allenamento-sportivo.html

 


 

 

 

 
 
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