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Sport e salute

“Se potessimo dare ad ogni individuo la giusta quantità di nutrimento e di esercizio fisico, né troppo né poco, avremmo trovato la giusta strada per la salute”. Questa affermazione è stata fatta più di 2000 anni fa da un medico famoso, Ippocrate, vissuto tra 460 e 377 a.C., ed è tuttora di grandissima attualità.
E’ ormai dimostrato che l’esercizio fisico, lo sport fin dall’infanzia, previene l’insorgenza e lo sviluppo di molte malattie, dal diabete al cancro del colon e della mammella, all’osteoporosi. Proprio durante lo sviluppo puberale abbiamo nelle ragazze la massima deposizione di tessuto osseo, ottimizzata dal praticare uno sport; mettere in “banca” più osso possibile significherà non trovarsi poi, dopo la menopausa, con l’osteoporosi. Ma praticare sport significa anche salute mentale, se pensiamo che agisce sull’umore, sull’ansietà, sulla depressione con reale benessere psico-fisico. Sembra che agisca anche sul quoziente intellettivo e sul miglior controllo di ansia, emotività ed atteggiamenti comportamentali; è dimostrato un miglior rendimento scolastico nei soggetti che praticano regolarmente un’attività sportiva, facilitando il successo scolastico.
Azioni particolarmente utili sono poi quelle di ridurre l’incidenza di soggetti con eccesso ponderale ed obesità, di ridurre il tasso di colesterolo, di migliorare la regolazione della pressione arteriosa impedendo il suo aumento e riducendo quindi il rischio delle malattie del progresso (arteriosclerosi, malattia coronarica ed ictus cerebrale). Gli studi sui benefici dello sport sono tutt’ora in corso, per dimostrare una sua validità perfino nella prevenzione del tumore della prostata e dell’artrite.
Per quanto riguarda l’effetto dell’attività fisica sull’accrescimento corporeo, è ormai dimostrato che soggetti sportivi hanno un rapporto peso/statura più armonico, riducendo il rischio di soprappeso. Praticare sport significa anche aumentare la gittata cardiaca, la quantità di sangue “pompata” dal cuore, e ridurre la frequenza cardiaca (Fig. 1) con indubbi vantaggi per il nostro “motore”, che a parità di carico di lavoro ha un minor numero di giri.

Fig 1

 

A parità di VO2 e quindi di sforzo fisico, gli atleti hanno una frequenza cardiaca più bassa dei sedentari
L’azione sul polmone è anch’essa molto importante, e l’atleta ha volumi polmonari aumentati con indubbi vantaggi sul “rifornimento” di ossigeno al muscolo. Sottoporre i ragazzi all’allenamento determina infatti un incremento della percentuale del VO2 max, il massimo consumo di ossigeno, sinonimo del buon funzionamento della “macchina”. (Fig. 2)

Fig 2

 

A parità di età i ragazzi allenati hanno un VO2 max, capacità di sforzo fisico, notevolmente maggiore dei non allenati
Ovviamente i vantaggi si apprezzano anche sul tono muscolare che risulta aumentato, sulla solidità ossea con minor rischio di fratture, sui riflessi nervosi più validi e pronti.
I vantaggi dello sport nell’età dello sviluppo si basano anche sulla costruzione ottimale della propria immagine corporea e nello stesso tempo stimolano a superare gli ostacoli collegati ad una disciplina sportiva. Lo sport allena ed aiuta all’autostima, alla responsabilizzazione, alla miglior rappresentazione di sé, favorendo la motivazione “intrinseca”, cioè a partenza da una propria decisione, a praticarlo. Consci dei propri limiti, ma anche delle proprie capacità, migliora il senso di autoefficacia, fa accettare insuccessi e sconfitte, eventi tutt’altro che infrequenti anche nella vita di tutti i giorni, stimola all’autocontrollo dell’ansia e delle emozioni. In effetti lo sport insegna a definire, programmare e raggiungere obiettivi a breve, medio e lungo termine, qualità indispensabile anche per gli anni a venire. Saper rispettare le regole imposte dalla pratica di uno sport, assumendo le responsabilità connesse al gioco e migliorando la capacità di cooperazione con gli altri compagni migliora la socializzazione e rende lo sportivo più “aperto” e “positivo”.
Praticare sport significa inoltre essere educati alla salute ed a sani stili di vita, abituando anche per il futuro ad una regolare attività motoria, ad una sana alimentazione ed idratazione, ad evitare fumo, alcool e droghe.
Il valore dello sport praticato, rispetto a quello osservato come spettatore, è indubbio e rappresenta un investimento in termini di salute e benessere psicofisico. Evitare di far “appendere le scarpe al chiodo” significa intervenire sui fattori che possono indurre il giovane a non praticare lo sport e significa anche favorirlo nell’espletamento di una disciplina di sua scelta. Evitare quindi l’abbandono dalla sport risulta di fondamentale importanza ed è compito delle istituzioni (Scuola, Federazioni sportive, CONI, Aziende Sanitarie…) rimuovere le motivazioni che inducono a lasciare l’attività. Tutto ciò potrà garantire una società più sana secondo l’antico detto “mens sana in corpore sano”.

 


 

 

 

 
 
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